Drogarsi per studiare

E’ di pochi giorni fa la notizia, uscita su tutti i giornali, che gli ormai classici termos di caffè sono stati rimpiazzati dall’uso di sostanze ben più efficaci per riuscire a stare tutta la notte in piedi per studiare. “Abbiamo la netta sensazione di crescita del fenomeno di assunzione di smart drugs per riuscire a studiare” commenta Anna Lisa Muntoni su La Stampa. Lei, ricercatrice del Cnr di Cagliari e autrice di uno studio su questa preoccupante realtà afferma che ci sono delle droghe classificate sotto il nome di “neotropi” in grado di aumentare le capacità cognitive. E oggi l’uso improprio di queste sostanze sta diventando un fenomeno sempre più diffuso. Il problema è che non si conoscono ancora gli effetti a lungo termine sulle persone che assumono queste sostanze.

Ma i ragazzi si affidano ciecamente di questi stimolanti che sono in grado di aumentare i livelli di concentrazione e facilitano la memorizzazione di nozioni, riducendo il senso di fatica. “Riducono anche il sonno”, continua la Muntoni, “quindi si può stare svegli per una notte intera o andare avanti per 24 ore senza staccare mai, nemmeno per mangiare”.

I ragazzi non sembra siano preoccupati degli effetti negativi che queste sostanze simili alle antefamine possono avere sul loro cervello, anzi: “Gli stessi studenti non hanno alcun timore di dire come e quanto s’impasticcano”, dice la Muntoni. Per rendersi conto quanto questo si vero basta fare un giro su Internet: forum, blog, e social network pieni di richieste e consigli su quali siano le migliori smart drugs da usare in questi casi. “Droghe per studiare: mi serve qualcosa che mi faccia focalizzare. Cosa mi consigliate?” “Io prendo sempre le anfetamine”. “Ma con quelle non riesci nemmeno a leggere, io preferisco…” e via così. E il web è anche il posto dove i ragazzi si procurano queste “bombe”. La memoria migliora, la stanchezza sparisce: ecco il doping prima degli esami.

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