Epatite B e C Public Policy Association’s Newsletter

Prof Massimo Colombo, Redattore capo della “ Epatite B e C Public Policy Association’s Newsletter ” pone alcune domande al nostro Dr Boschini per il numero di luglio della Newsletter:

Dr Boschini, quanti persone che hanno fatto uso di droghe per via iniettiva (PWIDs) sono attualmente ospitati dalla Comunità?

La Comunità attualmente ospita circa 1228 persone, tutte con problemi di dipendenza da droghe illegali (DU), dei quali 681 (55,5%) sono persone che assumevano droghe per via iniettiva (PWID)

Quanto tempo dura la riabilitazione e con quale frequenza si trovano ad essere cronicamente infetti da HBV e HCV?

Il percorso terapeutico dura circa 4 anni. Si tratta di un percorso terapeutico residenziale, basato essenzialmente su educazione, riabilitazione, e formazione professionale per una futura reintregrazione. Non vengono utilizzate terapie sostitutive; vengono soltanto prescritte terapie psicofarmacologiche nei casi di persone con doppia diagnosi (attualmente il 23% dei ragazzi della Comunità), ovvero in cui una patologia psichiatrica si aggiunge alla dipendenza da droghe. Viene richiesta una psicoterapia individuale, nel 30% dei residenti, non per il trattamento della dipendenza ma per problemi correlati, come abusi sessuali, disturbi post-traumatici da stress (PTSDs), disturbi del comportamento alimentare, etc.
La prevalenza delle infezioni da HCV, HBV, ed HIV nelle persone attualmente in trattamento è rispettivamente del 34%, 0,6%, e del 3,2%; se l’analisi viene ristretta solo ai PWID la prevalenza è rispettivamente del 59,4%, 0,7%, e 7,2%.

Qual è lo standard di cura in termini di stile di vita e la sorveglianza e la terapia delle epatite virale?

All’interno della Comunità c’è un Centro Medico che comprende un poliambulatorio, due reparti di ricovero per un totale di 50 posti letto, per i pazienti con gravi patologie correlate all’uso di droghe (AIDS, cirrosi, tumori, malattie neurologiche, tubercolosi, etc), un laboratorio analisi (in cui sono conservati campioni di siero e plasma di oltre 20.000 persone), fisioterapia, etc.
Ogni soggetto, dopo l’ammissione, subisce uno screening medico che comprende: (a) anamnesi tossicologica e clinica; (B) visita medica; (C) raggi x del torace; (D) test cutaneo PPD; (E) ECG; (F) spirometria; (G) analisi chimiche del sangue che comprendono esami sierologici per HIV, HBV, HCV, e sifilide. Coloro che risultano positivi al test per HCV (o HBV) anticorpale subiscono ECO, HCV RNA e il genotipo (HBV DNA, anticorpi HDV) e sono, successivamente, seguiti tramite esami specifici con frequenza regolare.

Fino al 2013, ragazzi con infezione cronica da HCV, se ammissibili, sono stati trattati con interferone pegilato e ribavirina, ma la maggior parte di loro hanno sofferto per gli effetti collaterali neuropsichiatrici, un effetto collaterale più frequente negli ex tossicodipendenti che in altre persone. Ora il trattamento a base di interferone è prescritto solo in quei pazienti con un’infezione di genotipo 3 (tra i nostri ragazzi non ci sono pazienti infetti dal genotipo 2), con una recente infezione da HCV (meno di 10 anni), senza sintomi psichiatrici e anamnesi negativa per malattie psichiatriche.

Quanti sono trattati con IFN libero DAAs?

Fino ad oggi 20 pazienti, tutti affetti da cirrosi o epatocarcinoma, sono stati trattati con nuove terapie senza interferone.

Esiste un comitato scientifico di sorvegliare la gestione di problemi medici e sociali dei residenti?

Un comitato scientifico, fondato nel 1984, supervisiona l’assistenza medica dei residenti nella Comunità e valuta i progetti di ricerca scientifica che la Comunità intende perseguire o in cui viene coinvolta.

Quali sono le iniziative intraprese dal Comitato Scientifico per 2017 ?

Allo stato attuale si intende dotare il poliambulatorio del Centro Medico di un FibroScan, in modo da screenare tutti i ragazzi affetti da HCV, ed identificare tutti coloro che rientrano nelle
linee guida italiane (AIFA) per l’accesso ai trattamenti con DAA. Prevediamo di completare tale azione entro il mese di Luglio 2016.
Come sta già avvenendo per altre prestazioni sanitarie, intendiamo accreditare e convenzionare presso il SSN l’attività diagnostica con Fibroscan al fine di dare l’opportunità di effettuarlo anche a pazienti esterni, che al momento hanno liste di attesa di 4-5 mesi.
Per il 2017 il nostro obiettivo è curare quanti più pazienti possibile, sicuramente tutti i coinfetti da HCV e HIV e da HCV e HBV, tutti coloro con fibrosi >=3, e possibilmente anche pazienti con fibrosi meno avanzata.