FALLO PER AMORE

Erano gli anni settanta. Lei si chiamava Jane Hill. Era la donna più bella che fosse mai abitata in Main Street. Io non ero nessuno a New York, un puntino nel Bronx, e anche se ancora non lo sapevo inventai l’Hip Hop.
Amavo quella donna… pendevo dalla sua bocca…sbattevo sui pali per strada, restando incantato sulla sua pelle d’albicocca… provai a conquistarla: non funzionò affatto (Questa è la scusa per cui poi, dopo, feci ciò che ho fatto).
Dopo le rose, canzoni d’amore, scenate per strada – le ho provate tutte!!! – decisi, un bel giorno, di andar sotto casa di lei. Alle quattro di notte. Avevo con me sei bombolette. In mezzo alle ombre, scrissi in gigante “Jane ti amo!!!”, sul muro di fronte.
Il giorno dopo per tutto il quartiere si parlava del mio amore – perché, in fondo, chi poteva non sapere? – Lei infine si lasciò amare, quel giorno, al tramonto; non fu più, però, solo il suo corpo, a cambiare il mio mondo.
Una settimana dopo scesi in strada a notte fonda con la bomboletta in mano. Mi aggiravo come un’ombra. Scrissi il mio nome in piccolo su un muro, due o tre volte. Un mese dopo, il mio quartiere era come un quadro che scorre.
Ci ritrovavamo in strada, ad ammirare “l’arte criminale” – almeno finché una banda rivale non si metteva a sparare. Un giorno, un mio amico si fece venire un’idea sensazionale: al posto di uccidere, insultarsi in rima, sopra una base.
Sembra stupido, lo so, ma spaccava. Dava adrenalina a tutti, la gente che acclamava. Frenesia che ti infiammava, di qualcosa che comincia. Della gente che muoveva i piatti, di alcuni ragazzi, che ballavano come fossero ninja.
Ha riunito un po’ tutta la comunità, che anche se si era divisa in chi faceva break, chi faceva scratch, chi faceva rap e i writers, era unita. Una fine indegna incombeva su questa trama: dopo un po’, chi lo faceva pensava solo alla fama.
Si cercava un “ritornello” per la disco, una “coreo” per un disco, o un “muro legale”, per il rischio di essere visto. Dopo quarant’anni, è diversa la situa ai nostri giorni: chi lo fa lo fa per moda, e “il quadro sta su sul chiodo fisso dei soldi”.
Chi ha scritto questo ci crede anche più di prima. Rileggi il testo, e facci caso: è scritto tutto quanto in rima. Come china colo verso il suolo, e questa è la morale: come si può fare a trovare qualcosa che vale, in questo macello totale?
La mia risposta l’ho trovata nel Rap, nella poesia di un uomo che si chiamava Tupac. Per capire fino in fondo l’Hip Hop, lui mi ha scritto una canzone, che si chiamava “Do For Love”.