La storia del canile di San Patrignano

Quello tra l’uomo e il cane è sicuramente un legame che affonda le radici nella notte dei tempi. Uno dei passi più belli dell’Odissea narra l’incontro tra Argo e Ulisse. La storia è nota: Ulisse torna a casa dopo una lunga assenza e si maschera per non farsi riconoscere. Ma non può nascondersi agli occhi del suo cane che, dopo due decenni, ancora lo ricorda. Argo riconosce Ulisse, scodinzola un pochino, ma è troppo vecchio e malato. Riesce con uno sforzo enorme a fare per un’ultima volta le feste al suo padrone. Poi muore. E Ulisse piange.

Come questo rapporto di infinita tenerezza potesse curare il male di vivere lo aveva capito Vincenzo Muccioli. Già allevatore appassionato e di successo, ha voluto fortemente a San Patrignano la presenza di un canile dove i ragazzi potessero accudire gli animali ed affezionarsi a loro. Riuscire empaticamente ad appartenersi l’uno all’altro. E così, alla fine degli anni Settanta, iniziarono le cucciolate di Doberman, Alani, Pastori Tedeschi. Spesso nascevano cani bellissimi, vincitori di gare e medaglie, fonte di orgoglio e di soddisfazione per i ragazzi cheli avevano allevati.

Gianni Fornari, responsabile del canile di San Patrignano da più di 30 anni ricorda ancora i suoi primi giorni: «All’epoca eravamo solo in sette, Vincenzo ci ha trasmesso la passione per i cani, facendoci conoscere le diverse razze, gli aspetti caratteriali, le necessità. Era la scoperta di un mondo, a partire dal rapporto con il singolo animale a cui ci avvicinavamo quasi intimiditi. Ognuno di noi infatti aveva un cane a cui dedicarsi, il mio era una femmina di pastore tedesco, si chiamava Pola».

Oggi i ragazzi sono più del doppio. Il canile, una casa rosso mattone immersa nel verde, si è lasciato alle spalle l’esperienza allevatoriale dei primi decenni, ridimensionandosi e investendo in professionalità e in servizi rivolti al pubblico. Fedele agli stessi principi che lo hanno ispirato, è diventato un centro cinofilo con il nome Sanpa Dogs. «L’attività pioneristica che veniva portata avanti negli anni Ottanta nel rapporto con l’animale adesso è oggetto di ricerche e studi scientifici che ne hanno evidenziato gli effetti positivi – sottolinea Gianni Fornari – la società attuale è molto più attenta al benessere degli animali e un riconoscimento ufficiale in questo senso è arrivato anche dalle linee guida nell’ambito degli interventi assistiti codificate dal Ministero della Salute che nei nostri corsi vengono applicate».

Il Sanpa Dogs svolge numerose attività: pensione, mantenimento, cura e tolettatura, educazione di base, puppy class e infine dog walking insieme ad adulti e bambini. Anima di quello che è, a tutti gli effetti, un dinamico centro cinofilo, sono i ragazzi di San Patrignano che insieme a un team di educatori ed esperti conducono un ricco programma di progetti che rappresenta per loro un’ulteriore occasione di formazione in parallelo al percorso all’interno del canile. Grazie ai corsi e ai tanti seminari promossi, possono sviluppare una professionalità legata al mondo animale, utile al loro reinserimento. Negli annuari del canile si notano infatti anche numerosi casi in cui ragazzi coinvolti in programmi di formazione, approdati a titoli e diplomi specifici, abbiano poi sviluppato un’attività professionale.

È la storia di Antonello Nakhleh, anima del centro di cultura cinofila Villa Drusilla, una pensione e asilo per gli amici a quattro zampe, dove lo spirito è quello della famiglia e si può imparare tutto su cani e gatti. Il Sanpa Dogs infine assolve a una funzione chiave al fianco di onlus impegnate nelle adozioni di cani abbandonati o che vivono situazioni di forte disagio: Squadra4 Zampe e SOS Levrieri. «Il flusso di animali che ogni anno passano da noi è di circa cinquanta levrieri e trenta meticci – specifica Claudio Ceccotti, coordinatore del canile –alcuni arrivano con dei traumi e su questi i ragazzi intervengono con azioni educative, in modo da aiutarli e rendendoli adottabili».
Ci sono anche altre occasioni in cui le emergenze chiamano e i ragazzi del canile si mobilitano. «Abbiamo avuto anche 9 cani dal canile di Amatrice che dopo il terremoto non era più idoneo ad ospitarli. Oggi fortunatamente stanno tutti bene e hanno trovato nuove famiglie».