La Moldova studia il metodo San Patrignano

Grande interesse del governo moldavo per San Patrignano e per il suo metodo di recupero dalla tossicodipendenza.

Tanto da incaricare una folta delegazione, composta da figure istituzionali ma anche da medici e consulenti del ministero della Sanità, di studiare gli aspetti principali e le metodologie della Comunità. In Moldova, spiega Gheorghe Turcanu, viceministro a Lavoro, Protezione sociale e famiglia, l’alcolismo e la tossicodipendenza sono molto diffusi. Il consumo di alcol, ad esempio, ammonta a 17 litri l’anno per abitante, compresi i bambini. «Il Paese produce papavero da oppio – spiega il viceministro e, fra gli anni ’90 e il 2000, questa droga veniva utilizzata per via iniettiva. Oggi, come accade in molti Paesi occidentali, sono preferiti l’inalazione e il fumo».

Secondo i dati ufficiali, relativi alle persone che si rivolgono agli ospedali, il numero dei tossicodipendenti ammonterebbe a 10 mila persone su 4 milioni di abitanti. «ma altri dati più diretti parlano di circa 30 mila tossicodipendenti; lo 0,6 per cento di essi ha meno di 18 anni perché il problema riguarda soprattutto la generazione tra i 27 e i 30 anni».

La legislazione sulla droga ripercorre in massima parte quella europea dove è punito lo spaccio, ma il consumo sottostà a sanzioni alleggerite. «L’obiettivo che il governo si pone – spiega Mihail Oprea, responsabile della Commissione sulle dipendenze – è creare dei servizi specifici per la tossicodipendenza, che prevedano la riabilitazione». È un argomento, questo, su cui nel Paese c’è poca conoscenza- «Sono molto impressionato da quello che ho visto qui – afferma il viceministro – e come me tutti gli esperti che mi hanno accompagnato, San Patrignano «è un modo assolutamente nuovo per noi di trattare le dipendenze.

Soprattutto mi ha colpito il rapporto tra le persone più avanti nel percorso e i nuovi arrivati, la relazione che si stabilisce. Credo – ha concluso il politico moldavo – che quello che abbiamo di fronte sia il miglior metodo di inclusione sociale che mi è capitato di vedere. Anche se immagino abbia problemi di costo molto rilevanti». La delegazione moldava, accompagnata da Alexei Bogatirov, un ragazzo che ha svolto il programma di recupero a San Patrignano, si ferma il primo e il 2 aprile, per visitare i vari centri di formazione e studiare le attività della Comunità.