Morire di divertimento non può essere considerato normale

Nota della comunità San Patrignano in merito alla morte in una discoteca milanese di un giovane diciannovenne.

Non è normale morire a 19 anni per un mix di alcol e droga. Quanto successo venerdì notte a Milano (Leggi la notizia) non può essere considerato un semplice fatto di cronaca.
Dobbiamo tornare a porci domande su cosa sia il divertimento oggi per i nostri ragazzi e chiederci che cosa stiamo sbagliando qualcosa. Secondo una ricerca Euromedia Research quasi il 40% dei giovani tra i 13 e i 30 anni considera l’uso di stupefacenti, parte integrante del cosiddetto “divertimento”. Non solo: quasi il 30% si diverte “sballandosi” perché “così fan tutti”, percentuale che sale al 52% fra i minorenni.

Numeri che spaventano i più, ma che ormai sono accettati, tanto che quasi non ci si scandalizza neppure più. Al contrario abbiamo una reale necessità di scuoterci e risvegliare i nostri ragazzi, facendogli capire che non è questa la normalità.
Che bisogna imparare ad affrontare la realtà, a partire dal divertimento, senza quegli aiuti che le sostanze inizialmente offrono, senza nascondersi dietro quella pasticca, quella striscia o quei bicchieri che li fanno sentire più forti e più grandi. E’ fondamentale che le famiglie e le scuole tornino ad essere protagoniste nella vita dei giovani, aiutandoli ad invertire la rotta e indirizzandoli verso un sano divertimento. Perché possano far ritorno da un sabato sera che possa davvero essere considerato normale.