Oltre 30 nuovi sommelier formati a San Patrignano

“E’ con orgoglio che sono qui, oggi, per consegnarvi il riconoscimento che meritate”.
Sono queste le parole con cui Franco Maria Ricci, presidente della F.I.S. (Fondazione Italiana Sommelier) ha ringraziato i 32 ragazzi della comunità di San Patrignano, che sabato 17 ottobre, hanno ricevuto l’ambito attestato per aver frequentato il corso di sommelier.
Giovani che vengono da realtà difficili, da situazioni di disagio dalle quali con fatica e sacrificio tentano di risollevarsi.
Per loro il corso di sommelier, che molti hanno definito “formativo ed esaltante”, ha rappresentato una grande opportunità di formazione. Da febbraio a giugno 2015, i ragazzi iscritti si sono riuniti ogni sabato nei locali della cantina di San Patrignano, dove sette esperti sommelier hanno impartito lezioni di natura teorica e pratica suddivise in tre livelli.
Per il primo livello si sono preparati sulla storia della viticoltura con accenni a distillati, vini liquorosi e birre.
Il secondo livello ha visto lo studio dei vitigni autoctoni regione per regione e di quelli internazionali, oltre a mettere in pratica tecniche di degustazione secondo analisi visiva, olfattiva e gustativa.
L’ultimo e terzo livello ha impegnato i ragazzi della comunità sulle tecniche di abbinamento e quindi sullo studio delle caratteristiche del cibo, cui il vino va accompagnato. Il corso si è concluso con un esame teorico/pratico che ha visto promossi tutti gli iscritti.
Proprio al numero uno di Bibenda, la prestigiosa rivista per gli appassionati del mondo enogastronomico, si deve, ogni anno, l’organizzazione di questo corso, al quale è possibile partecipare gratuitamente.
Ricci ha presenziato alla consegna degli attestati sottolineando l’importanza di continuare a formare personale enogastronomico specializzato: “14 miliardi di fatturato annuo e 5 miliardi di bottiglie vendute. Il mercato del vino è in continua crescita e l’Italia ne è il riferimento mondiale. Diventare sommelier significa esserlo per sempre, cambiare mentalità, approcciarsi alla vita in modo differente. Perché il vino è cultura, è arte, è passione. Vi invito, quindi, a proseguire nella strada che avete intrapreso partecipando a questo corso. È giusto che impariate la lezione, ma fatela propria con creatività e fantasia. Noi italiani siamo un popolo di imprenditori e dentro ognuno di voi ci sono potenzialità che devono uscire allo scoperto”.
Oltre a all’attestato, ai ragazzi sono stati consegnati un testevin, simbolo della professione di sommelier, una spilla della F.I.S. e una tessera di adesione alla fondazione stessa. Il famoso sommelier romano ha poi spiegato: “Per chi si appassiona al mondo del vino e dell’enologia in generale le opportunità sono enormi. In 30 anni abbiamo rivoluzionato questo mondo e oggi essere sommelier significa portare eccellenza. Pensate che negli ultimi 20 anni sono stati aperti oltre 8000 wine-bar, cioè delle vere e proprie botteghe specializzate a 360° nella cultura del vino. Dalle bottiglie al cibo da abbinarvi. Moltissime aziende di produzione si stanno rivolgendo ai nostri associati per proporre contratti di assunzione, perché hanno necessità di essere consigliate quotidianamente da un personale specializzato. Per questo dovete iniziare a considerare la figura del sommelier come un imprenditore di azienda, che si occupa anche della vendita sia al dettaglio, che all’ingrosso”.
Degustatori e giornalisti del vino, ha precisato Ricci, concludendo il suo intervento, completano la vasta gamma di sbocchi professionali offerti da un mondo, quello della vite e dei suoi prodotti, che sembra non conoscere la parola crisi.