Quanto mi sbagliavo

Il mio personaggio si era creato, trasandato con il chiodo e le borchie chitarra in spalla, capelli lunghi, un vero rocker. Un pomeriggio al bar incontro uno che vive nel mio rione, che mi invita a casa sua, quando arriviamo li lui tira fuori un pezzetto di fumo, io sono un po’ spaventato dalla cosa, mi viene in mente mia nonna che si è sempre raccomandata di stare lontano dalla droga, allo stesso tempo mi vengono in mente i racconti di mio padre che mi diceva che da giovane si era fatto qualche canna ma che era una strada che prima o poi ti portava nella merda.
Io però odiavo mio padre, e quindi quasi per sfida facevo l’opposto di quello che mi diceva, inoltre questo ragazzo era più grande di me e non mi andava di fare la figura dello sfigato, quindi decido di provare.
Comincio a ridere, a essere allegro, mi sembra di essere felice, vado a casa in bicicletta e metto su i cd dei miei artisti preferiti.
Quando fumo ho l’impressione di stare meglio, credo di suonare meglio, la musica mi piace di più, non penso ai miei problemi, quindi perché non dovrei farlo, e continuo a fumare, praticamente tutti i giorni. Era un modo per mandare via tutti i brutti pensieri, la mia depressione, i miei problemi familiari. O almeno ai tempi mi sembrava così, quanto mi sbagliavo.
Una domenica mattina mi sveglio con i postumi della serata, avevo bevuto e fumato, e trovo mio nonno in lacrime, sento le sirene dell’ambulanza che arriva, entrano i medici e mi fanno uscire di casa, ma ormai era tardi, mia nonna, quella che per me era una mamma era morta.
Sono corso via e ho pianto a lungo, disperato. Per l’ennesima volta nella mia vita ero stato abbandonato, questa però era la prima volta che mi scontravo con la morte, mentre con mia mamma in fondo c’era sempre stata la speranza che tornasse, questa volta sapevo che mia nonna non l’avrei più rivista.
Mio padre era stato lasciato dalla compagna, e aveva ricominciato a bere e a prendere psicofarmaci, mia nonna non c’era più, io soffrivo e le canne non bastavano più per farmi stare meglio, odio tutto e tutti, il mondo per me era ingiusto.
Vivevamo io, mio fratello, mio nonno e mio padre. Mio nonno non riusciva a gestirci, mio padre era cotto dagli psicofarmaci, sembrava un corpo senza anima, io portavo qualche amico a casa o qualche ragazza e mi vergognavo di brutto perché vedevano la situazione che avevo a casa. Quindi i ragazzi della mia età cominciano a sparlare, questa cosa mi fa male e comincio di nuovo a sentirmi diverso dagli altri.
A scuola però mi danno una mano e mi promuovono in quinta, io piano piano inizio a stare un po’ meglio, mi ero trovato una ragazza, Monica, con lei sto bene, per un po’ gira tutto attorno a lei, stiamo assieme, andiamo alle feste di paese, o ci guardiamo un film, non mi drogo con lei, abbiamo una vita normale. Dopo un po’ però inizio a stufarmi, vedo i miei amici che escono e si divertono e li invidio, quindi dopo che riporto Monica a casa esco con loro e mi ubriaco in compagnia. Per un po’ ho due vite, una con lei e una con gli amici.
In quel periodo arrivò la tanto attesa gita di V°. Con la classe andammo in gita a Praga, una sera scappiamo dall’albergo e andiamo a ballare, quella fu la prima volta che provai l’ecstasy. Un compagno di classe si presentò con quelle che sembravano della caramelle, io ero titubante, però sapete com’è in gita, chissà perché ma ci si sente quasi giustificati a superare il limite, inoltre il mio compagno insistette, e mi convinse del fatto che fosse una cosa divertente, e quindi con molta leggerezza decisi di provare. Come con le canne all’inizio, fu effetto miracolo, niente pensieri, niente paure, mi sentivo un super eroe. Una settimana di gita e continuo, sono scollegato dal mondo, continuo a impasticcarmi, mi sembrava di essere rinato, non penso più alla mia mamma, al mio papa, a mio padre, mi ero illuso di aver trovato la soluzione ai miei problemi.
Poi torno a casa e continuo con le droghe chimiche, prendo acidi e fumo canne in quantità, questo mi aiuta a stare bene, finalmente tutti i miei problemi sembrano svaniti d’incanto. Anche in questo caso però come con le canne era tutta un’illusione, infatti dopo un po’ che uso queste droghe i miei problemi tornano a galla, sto bene solo nel momento in cui sono sotto effetto, poi è solo peggio. Ora mi rendo ben conto del fatto che fosse solo un modo per non affrontare i miei problemi, il mondo però continuava ad andare avanti e quando me ne resi conto erano passati anni, i miei problemi erano sempre li, anzi si erano solo ingranditi. Fortunatamente ad un certo punto me ne sono reso conto ed ho deciso di cambiare vita, mi sono fatto aiutare ed ora sono consapevole del fatto che dentro di me già c’era tutto ciò che mi serviva, ora colonna sonora della mia vita la scrivo io.
-Federico-