“Ragazzi Permale”, la prevenzione secondo San Patrignano

Sono stati due ragazzi della comunità, con lo spettacolo “Ragazzi Permale”, a dare il via oggi a San Patrignano all’evento WeFree Days, che rappresenta il punto di partenza del programma di prevenzione, che come ogni anno raggiungerà gli istituti superiori di tutta Italia, durante il periodo scolastico. “Ragazzi Permale” è un’esibizione incisiva che mescolando inchiesta e talk show, teatro e programma televisivo da vita a qualcosa di estremamente innovativo. Protagonisti Damiano ed Alex, che attraverso un’appassionante ricostruzione della loro storia hanno mostrato al pubblico le molteplici sfaccettature del disagio giovanile. Il format proposto agli studenti è stato ideato dall’attore e regista romano Francesco Apolloni e patrocinato da ANIA (Fondazione per la sicurezza stradale).

In un auditorium gremito in ogni suo posto, Apolloni ha rotto il ghiaccio avviando la rappresentazione con un momento interattivo che ha visto coinvolti alcuni degli studenti e professori, invitati a salire sul palco tra battute, risate generali e moltissimi applausi. Il simpatico momento ha introdotto il racconto delle storie dei due ragazzi, Damiano ad Alex sono giovani molto diversi tra loro, l’uno estroverso, col talento della scrittura e della musica, quanto l’altro timido e impacciato fin da piccolo. Con i loro ricordi hanno cercato di trasmettere sensazioni che senza nessuna pretesa d’insegnamento potessero rimanere a galleggiare nella memoria del giovanissimo pubblico presente. Hanno parlato di genitori lontani, sogni accantonati, amicizie devianti, ma anche di aspettative per il futuro, desiderio di riscatto e orgoglio per ciò sono diventati grazie al percorso di crescita individuale fatta a San Patrignano.

Particolare emozione ha suscitato la canzone, in stile hip hop che Damiano ha scritto e dedicato al padre, mancato quando lui era ancora piccolo e la cui scomparsa ha coinciso con l’inizio del tunnel, per questo giovane ventiquattrenne di Ladispoli. Il testo ha concluso lo spettacolo e tutto l’auditorium si alzato in piedi tributandogli un lunghissimo applauso. “Ho sempre avuto difficoltà ad esprimere a parole quello che avevo dentro – ha voluto precisare il giovane – Per questo lo faccio attraverso la musica e non è assolutamente vero che la droga aiuta l’arte. Solo nel pieno delle proprie facoltà e della propria lucidità si può entrare completamente in contatto con ciò che si prova e trasmetterlo all’esterno”.