Ragazzi senza cervello

In sala operatoria il cervello non mente. Rivela tutti i ‘buchi’ neri lasciati dalle cellule bruciate da cocaina e anfetamine”, racconta Giulio Maira, ordinario di Neurochirurgia all’Università Cattolica di Roma, parlando di ragazzi di 14 anni nel convegno ‘Alcol e droghe: quali effetti sul cervello’ promosso da Atena Onlus (Associazione terapie neurochirurgiche avanzate). E i solchi cerebrali non sono reversibili: “Interrompono le connessioni, alterano la sfera emozionale e intervengono sui comportamenti. Una vera modificazione della personalità”. Conferma Angelo Vescovi, professore di Biologia cellulare all’Università di Milano Bicocca: “Azioni neurochimiche molto aggressive che possono addirittura bloccare la nascita di nuovi neuroni” e che “danneggiano in modo importante le potenzialità del cervello, rendendo difficili le associazioni di immagini ad altre componenti mnemoniche. Una situazione analoga a quella vissuta da chi soffre di malattie neurodegenerative”. Ma gli esperti ricordano che nnn unghia gli effetti delle droghe anche sul piano vascolare: aumentano infatti i casi di ictus tra i consumatori di cocaina sotto i 40 anni, 2.800 su 100.000. Diffuse altre cifre non meno preoccupanti per gli alcolici. Da una ricerca Istat del 2009 emerge che le prime assunzioni comincino già a 12 anni, a causa di una “cultura del bere – osserva Enrico Garaci, presidente dell’Istituto superiore di sanità – che segue sempre più il cosiddetto “binge drinking”, l’abuso concentrato in singole occasioni”. L’Osservatorio europeo per l’uso di sostanze stupefacenti, poi, pone l’Italia ai primi posti in Europa per gli stupefacenti: il 3,2 per cento dei 15-35 anni ha assunto almeno una volta cocaina, almeno l’11 per cento utilizza abitualmente cannabis. Senza considerare le “droghe furbe” che sfuggono a ogni controllo.