Il ritorno dell’eroina

Nei prossimi anni il consumo di cocaina resterà più o meno invariato, mentre potrebbe esserci un aumento dell’uso di eroina. Questo è il principale dato diffuso dal laboratorio Prevo.lab, messo in piedi dalla regione Lombardia e dalla Asl di Milano in accordo con la Presidenza del consiglio. L’analisi delle tendenze nel consumo di stupefacenti è frutto di una raccolta di dati ma anche dell’utilizzo di modelli matematici per la loro interpretazione.

Secondo Riccardo Gatti, direttore del Dipartimento dipendenze della citàà lombarda, il trend in crescita dell’eroina sarebbe dovuto a una realizzazione del mercato delle droghe, “che ricomincia a investire su clientele fidelizzabili a quelle sostanze, il cui potere di indurre tolleranza e dipendenza ne rende meno probabile un uso saltuario a basso dosaggio”.

Cocaina più costosa
La cocaina, invece, vedrebbe abbassata la sua attrattività, nonostante l’elevata disponibilità sul mercato, “a causa del prezzo troppo alto in un periodo di crisi come quello attuale”. L’ipotesi di un marketing dello spaccio così attento all’andamento dell’economia può sembrare suggestiva, ma trova conferme in quanto sta avvenendo nel mercato dei comuni beni di consumo, dove prevalgono strategie che privilegiano profitti a breve termine. “Il cliente più redditizio è colui che consuma più a lungo ed è invogliato da una più facile gestione della sostanza e da una maggiore compatibilità con la vita quotidiana”, spiega Gatti.

“L’eroina oggi presente sul mercato a un prezzo più accessibile, crea dipendenza, dà assuefazione,consente di guadagnare clienti che diventano alto-consumatori in tempi brevi”. Secondo i dati forniti da Prevo.lab, nel 2011 il numero dei tossicodipendenti di questa droga potrebbe aumentare del 40 per cento, attestandosi su un range compreso fra 135.000 e 160.000 persone (lo 0,50 della popolazione italiana fra 15 e 54 anni). I consumatori di cocaina, invece, subirebbero un incremento di solo 5 punti percentuali rispetto al 2008, portandosi a 700 mila unità.

Solido l’incremento degli utilizzatori di cannabinoidi e di derivati anfetaminici, che nel 2001 aumenterebbero rispettivamente del 35 e del 30 per cento: da 5,3 a 6 milioni nel primo caso, da 230 mila a 270 mila nel secondo.

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