San Patrignano in Veneto con il format di prevenzione “Una sottile linea bianca”

Giovedì 26 e venerdì 27 settembre, grazie a Despar, la comunità porterà a Isola della Scala lo spettacolo di prevenzione con la  giornalista e autrice dell’omonimo libro, Angela Iantosca

Filippo non voleva passare per lo sfigato di turno. Francesca ci teneva proprio a provarla. Chiara l’aveva sempre vista in casa, non poteva certo far male. E così sono nate le loro prime esperienze con le sostanze, presto trasformatesi in vera e propria dipendenza. Per loro fortuna, per tutti l’ingresso a San Patrignano. Sono solo tre incipit delle quindici storie raccontate dalla giornalista e scrittrice Angela Iantosca nel suo libro “Una sottile linea bianca” (edito da Giulio Perrone, con prefazione del professor Antonio Nicaso) e trasformate, in accordo con la comunità, nell’omonimo monologo teatrale entrato a far parte del progetto di prevenzione WeFree di San Patrignano.

Il format, grazie al sostegno di Despar e alla collaborazione dell’associazione Anglad di Verona, questa settimana, giovedì 26 e venerdì 27 settembre, arriverà a Isola della Scala per due spettacoli presso il cinema teatro Capitan Bovo. Giovedì sera alle 21 lo spettacolo sarà aperto a tutta la cittadinanza con ingresso libero e gratuito fino a esaurimento posti. Venerdì mattina alle 9.00 invece il format sarà dedicato a 350 studenti di tre scuole:  ENAIP Veneto SFP di Isola della Scala, istituto di Istruzione superiore “Stefani-Bentegodi” e istituto tecnico commerciale statale “Ettore Bolisani”.

In scena ci saranno l’autrice Angela Iantosca e Federica, ragazza che ha concluso il percorso di recupero a San Patrignano che leggerà alcuni brani del libro: le vicende dei giovani si intrecceranno all’inchiesta della giornalista sino a concludersi con l’ingresso in comunità. Un format che permette di raccontare le emozioni, ma anche i numeri, gli aspetti tecnici e giornalistici del problema tossicodipendenza, che fa entrare lo spettatore nelle piazze di spaccio e nelle vite narrate. Un monologo cui farà seguito l’intervista della giornalista a Federica. Un modo efficace ed emozionante di coinvolgere gli spettatori, sensibilizzandoli e facendoli riflettere su una realtà a loro spesso vicina.

“Il libro prende le mosse da molto lontano – racconta Angela Iantosca – Erano gli anni dei Ragazzi dello Zoo di Berlino, di Cristiana F e della paura delle droghe, in particolare di cocaina ed eroina. Erano gli anni in cui si aveva paura che qualcuno in discoteca versasse qualche sostanza nelle bibite. Una paura che è rimasta congelata nella mia mente per poi riproporsi quando ho fatto visita alle Vele di Scampia, alle piazze di spaccio romane e milanesi, fino ad entrare per la prima volta nella comunità San Patrignano. Da allora ho deciso di raccogliere le storie di una quindicina di loro per raccontare che la droga è trasversale, democratica, che non si ferma davanti ai titoli di studio o alla ricchezza, che riguarda le periferie e il centro delle città”.

“Speriamo possa essere un momento di riflessione per tutti gli spettatori presenti – spiega Patrizia Russi, una delle responsabili del progetto di prevenzione – Sono storie, raccolte con passione da Angela, che Federica racconterà con grande emozione, ritrovando la sua in ognuna di esse. Siamo grati a Despar che ci permette di portare il nostro progetto in un territorio da sempre molto attento e sensibile al problema della tossicodipendenza”.