San Patrignano si offre per accogliere la mamma con il bimbo partorito nel bosco di Rogoredo

Antonio Boschini (Resp. Terapeutico): “Abbiamo già accolto 430 ragazze madri e offerto percorsi di recupero mirati”

Una ragazza che partorisce nel bosco di Rogoredo. E’ il simbolo della disperazione massima a cui può portare la tossicodipendenza. Ben conosciamo il dramma che vivono queste ragazze, che oltre a dover affrontare la loro dipendenza, nella solitudine e nel degrado che vivono, tentano di affrontare quei nove mesi che dovrebbero essere l’anticamera di un sogno, ma che spesso per loro si trasformano in un incubo. Nove mesi in cui purtroppo quella dannata dipendenza si mostra comunque più forte della gioia per la vita portata in grembo.

Allo stesso tempo vogliamo immaginare che questa nascita possa essere una rinascita per la ragazza stessa, un evento da cui possa trovare nuova forza. E’ stato così per le tante mamme che abbiamo accolto con i loro bambini. Un percorso speciale, in cui hanno il doppio compito di ritrovare loro stesse e poi scoprire il loro essere madri, ritrovando la loro genitorialità sostenute da educatori e psicoterapeuti. Mamme che scoprono la felicità nel sorriso del loro bambino e imparano ad accettarsi con i loro pregi e difetti, inserite in un contesto protetto, ma in cui ritrovano tutte le difficoltà della quotidianità, dal dover gestire gli impegni di ogni giorno come accudire la casa e impegnarsi in uno dei settori di formazione della comunità,  a quelli di accudire un bambino in base alle esigenze della sua età. Dal ’78 ad oggi sono state 430 le ragazze con figli che grazie alla comunità hanno imparato ad essere madri.

Per questo siamo a dare la nostra massima disponibilità per accogliere questa ragazza. Non ci interessa quello che è stato il suo passato, ma vogliamo guardare con fiducia al futuro suo e di suo figlio, convinti che la sua sofferenza possa trasformarsi in felicità al quadrato.

Antonio Boschini
Responsabile Terapeutico
Comunità San Patrignano