San Patrignano su giovani e alcol: “Società de-responsabilizzata e complice di questi scenari giovanili. Ognuno deve fare la propria parte”

Giovani ed alcol - San Patrignano

Leggiamo con sgomento e costernazione la notizia riportata questa mattina dai maggiori quotidiani italiani:

L’ alcol è la prima causa di morte fra i giovani sotto i 24 anni in Italia, in un quadro in cui l’Osce indica più di 775 mila giovani italiani tra gli 11 e i 17 anni che consumano regolarmente alcool e con il 17% dei casi di intossicazione alcolica registrate nei centri di pronto soccorso che riguardano ragazzi sotto i 14 anni.

Siamo convinti che questo fenomeno non faccia che confermare un processo di “normalizzazione” dell’uso di sostanze, legali e non, da parte dei ragazzi. Un consumo, sempre più spesso smodato, che li espone a pericoli evidenti, sia dal punto di vista sanitario che dei comportamenti, che possono danneggiare e mettere a repentaglio la loro vita e quella degli altri.

L’azione di prevenzione di San Patrignano proprio per questo motivo inizia sin dai ragazzi delle scuole medie, al fine di far accrescere la consapevolezza dei rischi a cui vanno incontro tra cui disabilità, malattia cronica e mortalità prematura. San Patrignano lo fa attraverso il progetto “Wefree”. L’impegno dei ragazzi della comunità che come dei fratelli maggiori arrivano nelle scuole raccontando le loro vite a 50mila studenti l’anno. Modelli positivi in grado di parlare ai giovanissimi nella speranza che di fronte a situazioni di pericolo possano reagire autonomamente.

Il nostro dovere di fronte a una società de-responsabilizzata e complice di questi scenari giovanili è quello di innescare un processo di ricostruzione del senso di aggregazione trovando nuove formule che diano risposte concrete al bisogno spasmodico di sballo. Per cambiare è necessario che ognuno – Stato, famiglie, scuola e associazionismo civico – faccia la propria parte. Noi siamo qui a cercare di fare la nostra.