Un test per i lavori a rischio

Come i medici, sono ad alto rischio di burn-out, e quindi depressione e abuso di sostanze, tutte le professioni dette di cura, come infermieri, assistenti sociali, insegnanti, ma anche i poliziotti provati dal costante pericolo fisico. Alcolismo e uso di droghe sono diffusi nei lavori che provocano ansia da prestazione (manager, commerciali), comportano grande fatica fisica (edilizia) o richiedono prolungata vigilanza (autisti di Tir, manovratori, piloti). L’istituto superiore della sanità stima che una quotatra il 4 e il 20 per cento di tutti gli incidenti sul lavoro in un anno sia provocato dall’alcol. Il testo di attuazione della legge sulla droga approvato dalla conferenza Stato Regioni nel settembre 2008 prevede controlli annuali sulle mansioni a rischio (autisti di autobus, piloto, camionisti), effettuati su segnalazione del datore di lavoro. Il Trentino è l’unica regione che finora abbia varato effettivamente i test. A fine 2008 il sottosegretario Carlo Giovanardi aveva proposto, senza un seguito, di includere i medici nelle categorie da controllare. I rappresentanti degli ordini regionali, interrogati dal Corriere della Sera a gennaio di quest’anno, hanno insistito piuttosto sul miglioramento delle condizioni di lavoro negli ospedali.