Il vescovo Lambiasi in visita in Comunità: «San Patrignano è una fabbrica di speranza»

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Queste le parole con cui Sua Eccellenza Francesco Lambiasi, o don Francesco come lui ama farsi chiamare, ha salutato oggi i 1300 ragazzi di San Patrignano con cui ha pranzato.

Una visita speciale per la Comunità, la quarta da quando ha iniziato a ricoprire l’incarico di vescovo della diocesi di Rimini: «San Patrignano è una sorta di fabbrica della speranza. Qui i giovani riescono a riprendersi, a ritrovare il gusto della vita, a sperare.
In una società scialba e infelice come l’ha definita il Censis quest’anno, i giovani ritrovano la voglia di vivere, di affrontare le difficoltà e di trasformale in opportunità.
Tutto questo è un fuoco acceso che illumina il buio in cui siamo e che riscalda tanti giovani che hanno bisogno di ritrovare la gioia di vivere».

Tanti i casi di consumo di sostanze nel territorio di Rimini anche da parte di giovanissimi, come riportato dalle cronache di questi giorni, e lo stesso Vescovo non ha mancato di richiamare l’intero mondo degli adulti al suo ruolo educativo: «Penso che noi adulti dobbiamo assumerci le nostre responsabilità.
Degli adulti che fanno i giovanilisti sono adulti che non aiutano gli adolescenti a diventare adulti.
C’è bisogno di un grande senso di responsabilità, di unire le forze, di fare una sorta di cordata della speranza perché si possa invertire questa china e si possa aiutare questa umanità fragile e ferita che noi adulti tante volte abbiamo prodotto. Dobbiamo trasformarla in una grande energia di vita che possa cambiare tanti giovani ancora».

Accompagnato da don Fiorenzo Baldacci, parroco di Ospedaletto e quindi di San Patrignano, il vescovo ha avuto modo di vistare alcuni settori di formazione della Comunità, compreso il centro studi e l’asilo.

Da sette anni alla guida della diocesi di Rimini non ha mancato di soffermarsi sul mondo del volontariato che coinvolge l’intero territorio: «Il volontariato nel riminese ha una grande energia. Si deve fare in modo di continuare a garantire la nota principale del volontariato, la gratuità.
Dobbiamo tutelare in tutti i modi questa dimensione ed è importante che questa nota non venga appannata. C’è grande bisogno di volontariato in campo educativo e lì non può non brillare la nota dello spendersi e donarsi gratuitamente.
Mi sento di esprimere un desiderio, che i giovani che sono molto impegnati nel volontariato riescano a tenere alto il livello di questo impegno».

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