WeFree e Fondazione Ania portano “Rien Ne Va Plus” a Castello di Godego

Martedì 3 dicembre presso Sala Abbaziale il format di prevenzione di San Patrignano contro il gambling

Antonio era convinto di potersi alzare dal tavolo del casinò quando voleva. Ma non lo faceva, perché quel tavolo lo faceva sentire importante e considerato, sia che i soldi li vincesse o meno. Peccato che con il passare degli anni capì di non aver perso solo un mare di soldi, ma anche se stesso. Per questo si è rivolto a San Patrignano dove con fatica è riuscito a lasciarsi alle spalle la sua dipendenza dal gioco. Oggi Antonio ha terminato il suo percorso di recupero, ma la sua storia continua ad arrivare al cuore di tante persone che potrebbero cadere nell’inganno del gambling.

Ed è grazie al sostegno di Fondazione Ania e al Patrocinio del Comune di Castello di Godego che il format di prevenzione “Rien Ne Va Plus”, facente parte del progetto di prevenzione WeFree di San Patrignano, porterà la testimonianza di Antonio a Castello di Godego, in provincia di Treviso, martedì 3 dicembre presso la Sala Abbaziale (Via Quirini 1) alle ore 20.45, che grazie anche al sostegno di Molo 5, dell’istituto Comprensivo di Loria e Castello di Godego e la parrocchia Natività di Maria SS. Castelllo di Godego sarà indirizzato e aperto a tutta la cittadinanza.

“Rien ne va plus” è infatti un incontro/racconto adatto sia ai giovani che agli adulti, un format per fare riflettere chiunque abbia avuto a qualunque livello contatti con il problema del gioco d’azzardo, fenomeno che questo 30 novembre ha portato sul quotidiano La Tribuna di Treviso la storia di due giovani ragazzi proprio di Castello di Godego, che a causa delle scommesse hanno perso molto più che una spropositata quantità di denaro. “Come tutti i format WeFree, anche questo avrà come colonna portante la testimonianza di chi il problema lo ha vissuto personalmente e, arrivato a fine percorso di recupero, sceglie di condividere la propria esperienza con gli altri – spiega la responsabile del progetto Patrizia Russi – La stessa metodologia viene applicata in questo format, ideato e realizzato dalla stessa Comunità grazie alla collaborazione con il dottor Mario Postiglione, esperto di gambling e riferimento terapeutico interno alla Comunità per gli ospiti accolti per dipendenza da gioco”.

Una Provincia, quella di Treviso che ha sempre avuto e continua ad avere uno stretto legame con la Comunità, vista la forte presenza sul territorio dell’Aglad di Treviso, associazione legata a San Patrignano che cura il primo contatto con i ragazzi che vogliono entrare in Comunità e il loro reinserimento, che per l’occasione sarà presente in sala. La cittadinanza di Castello di Godego potrà quindi conoscere la storia di Antonio, accompagnato sul palco Marco Freti, responsabile del percorso da dipendenza da gioco di San Patrignano, che sottolineerà i momenti cruciali di questa storia di dipendenza, traendone conclusioni che possano essere da spunto per gli studenti stessi, fornendo informazioni su questo fenomeno. Una storia di dipendenza che non tralascerà la dipendenza da internet, da cellulare e da social network, per condividere con i giovani sia le insidie che le potenzialità del mondo digitale.

La formula degli incontri di WeFree è quella del peer to peer, la comunicazione tra pari, con l’obiettivo di arrivare a toccare il cuore degli studenti e portarli a riflettere su se stessi e sulle proprie scelte di vita. È proprio con questo approccio che, dal 2002, i ragazzi della comunità portano in tutta Italia le loro testimonianze dirette raggiungendo ogni anno circa 50.000 studenti con il loro messaggio di uno stile di vita positivo e responsabile.